Archivio

Anno III, Numero 1 - 2016Scarica il numero 1 in formato PDf

Editoriale

F. Pallante

Riempire o saltare il fossato?

Saggi

G. Casalone

L’autonomia finanziaria degli enti territoriali. Riflessioni alla vigilia dei quindici anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione

R. Raus

Per una cittadinanza della lingua: promuovere la parità di genere nel linguaggio amministrativo

H. Wollmann

L’esperienza degli ordinamenti europei: un “ritorno” alle gestioni pubbliche/municipali?

Approfondimenti

A. M. Porporato

Il “nuovo” accesso civico introdotto dalla riforma Madia e i modelli di riferimento

Osservatori

LEGISLAZIONE E POLITICHE

F. d'Alonzo, A. Stroscio

Recenti proposte di modifica del Regolamento interno del Consiglio regionale del Piemonte in materia di qualità della normazione e valutazione delle politiche

STORIA

L. Provero

Nobili e re nel Piemonte altomedievale

Commenti su casi e note su giurisprudenza

C. Sartoretti

Le trivellazioni in Adriatico: alcuni punti fermi e molte questioni aperte. Sentenza della Corte Costituzionale n. 17/2016

G. Boggero

Le Province piemontesi debbono poter disporre di risorse adeguate per l'esercizio delle funzioni loro conferite

E. Bellomo

Il governo delle acque, problemi e prospettive: un recente convegno

S. Rossa

Il problematico rapporto fra l’esercizio delle funzioni delle Province e il condizionamento (di bilancio) regionale

Dossier di documentazione e approfondimento

Presentazione della Carta d'Intenti "Io Parlo e non discrimino" sottoscritta dal Consiglio regionale, dalla Città di Torino, dalla Città Metropolitana di Torino, dalla Giunta regionale e dall'Università degli Studi di Torino

La riforma della Costituzione e il referendum costituzionale. Le città metropolitane e le province

Presentazione della Carta d'Intenti "Io Parlo e non discrimino" sottoscritta dal Consiglio regionale, dalla Città di Torino, dalla Città Metropolitana di Torino, dalla Giunta regionale e dall'Università degli Studi di Torino

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La tematica del linguaggio di genere è oggetto di riflessioni da parte delle istituzioni piemontesi.[1]

In tal senso si pubblica la Carta di Intenti “Io parlo e non discrimino”, volta al superamento delle forme discriminatorie nel linguaggio dal punto di vista di genere, sottoscritta dal Consiglio regionale, dalla Città di Torino, dalla Città Metropolitana di Torino, dalla Giunta regionale e dall'Università degli Studi di Torino.  La Carta è stata presentata in data 8 marzo 2016. 

 

                                                                  Carta di Intenti

                                                         “Io parlo e non discrimino

 

A livello internazionale  e a livello nazionale da diversi anni sono state promosse  numerose iniziative volte all’eliminazione delle forme discriminatorie nel linguaggio dal punto di vista di genere.

Dalle “Linee guida per un linguaggio neutro dal punto di vista di genere” dell’UNESCO nel 1999 a quelle del Parlamento europeo nel 2008, passando per la Raccomandazione R(90)4 del Consiglio d’Europa o per il caso virtuoso della Confederazione Svizzera (cfr. la recente “Guida al pari trattamento linguistico” del 2012), molte sono state infatti le proposte elaborate a livello internazionale per eliminare il sessismo linguistico o per promuovere più in generale un linguaggio neutro dal punto di vista di genere.

Anche in Italia numerosi studi sono stati fatti al riguardo da linguiste e linguisti, dalle Raccomandazioni di Alma Sabatini del 1987 sino ai più recenti lavori di Cecilia Robustelli, come pure varie sono state le iniziative promosse su basi volontaristiche da molte Università italiane, tra le quali quella di Torino, nonché dagli enti locali, come ad esempio in Toscana (i.e. i comuni di Firenze e di Pisa).

Recentemente, in Piemonte il Consiglio Comunale di Torino e il Consiglio Regionale del Piemonte hanno approvato Mozioni che impegnano le proprie Amministrazioni a superare le forme discriminatorie nel linguaggio dal punto di vista di genere.

La Città Metropolitana di Torino ha inserito nel proprio Statuto la prescrizione relativa all’adozione del linguaggio non discriminatorio in tutti gli atti dell’Amministrazione.

Riscontrato che tuttavia, nelle Pubbliche Amministrazioni, negli Enti pubblici e privati, nelle aziende e nei media permane l’uso discriminatorio della lingua da un punto di vista di genere, con conseguenze negative sul percorso di costruzione di una società di uguaglianza e dignità.  Al fine di eliminare tali forme di discriminazione e promuovere una cultura che sensibilizzi alla rimozione delle loro cause, i sottoscritti enti promotori hanno redatto la Carta di intenti “Io parlo e non discrimino alla quale chiedono l’adesione da parte di altri soggetti pubblici  e privati interessati, quale azione concreta di armonizzazione rispetto al lavoro avviato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto n° 473 del 26 febbraio 2015.

Con l’adesione alla  Carta di intenti

Io parlo e non discrimino   

i sottoscrittori si impegnano a:

1. Attivarsi affinché nei propri statuti, regolamenti, atti, documenti e nella modulistica non siano presenti forme di discriminazione di genere nel linguaggio.

    Adottare linee guida comuni volte ad eliminare ogni discriminazione di genere nell’ambito della comunicazione istituzionale e mediatica.

2. Individuare procedure volte a verificare che, negli eventi promossi, patrocinati e/o sostenuti si prevedano forme di comunicazione interna ed esterna non discriminatorie dal punto di vista di genere.

3. Promuovere e diffondere la “Carta di intenti” nel proprio territorio anche attraverso forme di collaborazione con i media locali e nazionali.

4. Promuovere, anche in collaborazione con altri enti e istituzioni pubblici e privati e con la società civile, azioni e iniziative volte a prevenire ogni forma di discriminazione di genere nel linguaggio e a rimuoverne le cause culturali.

5. Istituire e sostenere reti che coinvolgano il più ampio numero di enti, istituzioni, servizi e associazioni, per individuare modalità di intervento coordinate e condivise al fine di prevenire le discriminazioni di genere nel linguaggio e di promuovere azioni di sensibilizzazione all’utilizzo di un linguaggio neutro dal punto di vista di genere.

6. Realizzare progetti volti alla diffusione di una cultura di riconoscimento dei generi nel linguaggio.

7. Promuovere e sostenere iniziative di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e nei luoghi frequentati da giovani.

8. Organizzare al proprio interno, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi di parità, corsi di informazione e sensibilizzazione, rivolti al personale dipendente e agli organismi decisori.

9. Sostenere gli enti, le associazioni e gli organismi impegnati a prevenire forme di discriminazione e di violenza di genere nel linguaggio.

 

Enti Promotori

Regione Piemonte

Consiglio Regionale del Piemonte

Città Metropolitana di Torino

Città di Torino

Università degli Studi di Torino

Politecnico di Torino



[1] Il Consiglio regionale del Piemonte, con mozione n. 231 del 3 marzo 2015, approvata all’unanimità, si è impegnato a farsi parte attiva per promuovere un percorso di revisione del linguaggio utilizzato negli atti, anche attraverso appositi momenti di formazione al personale operante nelle strutture regionali, al fine di eliminare forme di discriminazione di genere nel linguaggio. Il testo della mozione è consultabile alla pagina:

http://www.cr.piemonte.it/mzodgint/servlet/documentExtractor. Anche la Città di Torino, con mozione n. 49 del 16 aprile 2015, si è impegnata ad adeguare la modulistica amministrativa nonché la comunicazione sui siti al linguaggio di genere. Il testo della mozione è consultabile alla pagina:

http://www.comune.torino.it/consiglio/documenti1/atti/testi/2015_00554.pdf.